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I padroni dell’acqua

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22/03/2020

Una nuova “corsa all’oro” sta segnando il ventunesimo secolo, anche se questa volta nessuno scava nelle miniere o setaccia il corso dei fiumi. I nuovi cercatori non si sporcano le mani, bensì indossano giacca e cravatta e operano sui mercati finanziari.

La materia prima di cui vanno a caccia è la fonte di sopravvivenza indispensabile per ogni essere vivente e perciò fino ad oggi è considerata un bene del quale tutti hanno il diritto di fruire, ricchi e poveri, gratuitamente, senza distinzioni. L’ “oro blu” del nostro secolo è l’acqua.

La popolazione in aumento e il cambiamento climatico, rendono questa risorsa sempre più rara e preziosa. C’è quindi chi ha pensato di sfruttare l’occasione per ottenere ingenti profitti. La “Borsa dell’acqua”, in alcune nazioni, come Australia e Stati Uniti, è già realtà. Su questi mercati è infatti possibile investire in società che gestiscono immense riserve d’acqua e che poi distribuiscono a chi la può pagare. La privatizzazione di questa risorsa, il cui libero accesso è stato dichiarato dall’ONU un diritto fondamentale dell’uomo, è ormai in corso anche se in pochi ne parlano. C’è però anche chi si oppone strenuamente per evitare che in futuro soltanto i ricchi possano rifornirsi d’acqua. L’approvvigionamento idrico rischia di trasformarsi ben presto in una battaglia politica ed economica dalla quale dipende la sopravvivenza della popolazione mondiale.

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